•   03 Jun 2026 10:00 - Il modello ARISTOTLE: la valutazione multi-rischio delle emergenze naturali

    Gli eventi naturali pericolosi possono non verificarsi da soli. Un’area colpita da un terremoto potrebbe essere interessata da una perturbazione meteorologica, oppure il territorio potrebbe essere già stato indebolito da eventi sismici recenti. In alcuni casi, un terremoto può essere innescato da dinamiche legate all’attività dei vulcani, o lo stesso può innescare uno tsunami o altri fenomeni secondari – frane, liquefazione del suolo, variazioni del regime idrogeologico – effetti a cascata che amplificano l’impatto sulla popolazione.

    È da questa consapevolezza che nasce ARISTOTLE (All Risk Integrated System TOwards Trans-boundary hoListic Early-warning – European Natural Hazards Scientific Partnership), un’iniziativa promossa dal Parlamento Europeo per colmare una lacuna fondamentale nella gestione delle emergenze: l’assenza di una valutazione scientifica autorevole e tempestiva a supporto dei sistemi di allerta precoce automatici.

    Sebbene questi ultimi siano in grado di rilevare rapidamente un evento e diffondere segnalazioni, non riescono a tradurre il dato in informazioni operative perché mancano di una comprensione scientifica completa della fenomenologia in atto e dei possibili effetti a cascata. ARISTOTLE nasce quindi con l’obiettivo di integrare queste informazioni con analisi esperte multi-hazard, fornendo all’Emergency Response Coordination Centre della Commissione Europea (ERCC) un quadro interpretativo più ampio e affidabile. In questo modo è possibile supportare decisioni operative più informate, comprendere quali siano le necessità reali delle aree colpite e valutare anche i rischi a cui potrebbe essere esposto il personale dispiegato sul campo.

    ARISTOTLE riunisce 23 enti scientifici e università europee con competenze nei principali tipi di rischio naturale: terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, incendi boschivi, alluvioni ed eventi meteorologici estremi. Il punto di forza del progetto è aver sviluppato, nei 10 anni di operatività, metodi e strumenti per valutare più rischi contemporaneamente, tenendo conto delle loro interazioni e della loro evoluzione nel tempo.

    Il sistema multi-hazard operativo di ARISTOTLE a servizio di ERCC nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile

    L’INGV è il coordinatore del progetto, partecipa alla valutazione della pericolosità di tre dei sei rischi naturali e fa parte del gruppo di coordinamento che gestisce le attività scientifiche e operative del consorzio.

    Il valore della valutazione integrata

    Cosa cambia quando si valutano i rischi in modo integrato? La risposta è nella qualità delle informazioni utilizzate al momento della crisi. Un sistema multi-hazard è in grado di identificare scenari in cui eventi distinti si influenzano reciprocamente, e di supportare le decisioni di allerta e di gestione dell’emergenza attraverso un quadro completo. Tutto questo concorre inoltre a migliorare la preparazione nel lungo termine, considerando il verificarsi in contemporanea dei pericoli.

    Nel contesto multi-hazard, infatti, due o più fenomeni pericolosi possono verificarsi nello stesso periodo e/o nella stessa area geografica. Questo non implica necessariamente un rapporto causa-effetto diretto. I pericoli possono essere indipendenti ma simultanei oppure influenzarsi reciprocamente. Ad esempio, piogge intense e mareggiate possono aumentare il rischio di un’alluvione costiera.

    Combinazioni di fenomeni come quelli descritti possono aumentare la vulnerabilità del territorio, moltiplicando gli impatti sociali ed economici, e richiedono analisi integrate.

    Compito di ARISTOTLE è trasformare per ERCC dati scientifici complessi in informazioni chiare e utili per chi deve prendere decisioni operative rapide e finalizzate quindi anche a salvare vite umane e mitigare i danni.

    Come funziona ARISTOTLE?

    ARISTOTLE è una sala operativa virtuale in cui si alternano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, circa 170 esperti rappresentativi dei sei hazard attualmente monitorati. A supporto degli esperti c’è una rete di ricercatori e tecnici di oltre 23 istituzioni scientifiche di tutta Europa che garantisce informazioni puntuali, aggiornate e realistiche per un monitoraggio continuativo a scala globale.

    Il team ARISTOTLE fornisce il servizio operativo in:

    • Modalità di risposta alle emergenze (ERM): in risposta al verificarsi di un evento naturale rilevante, il team si riunisce virtualmente ed effettua una valutazione multi-hazard dell’impatto dell’evento su popolazione e infrastrutture del Paese coinvolto. Entro le tre ore successive redige e invia a ERCC un rapporto dettagliato a Bruxelles;
    • Modalità operativa ordinaria (ROM): con un servizio trisettimanale di monitoraggio multi-hazard in cui redige un report di aggiornamento per ERCC degli eventi occorsi nei giorni precedenti descrivendo anche la loro evoluzione nei giorni a venire;
    • Con un servizio di science “on-demand” (SEOD) per supportare ERCC nella comprensione della fenomenologia di eventi catastrofici estremi o durante crisi particolarmente rilevanti. 

    I primi dieci anni

    Quest’anno ARISTOTLE compie 10 anni di operatività. Nato come progetto pilota, oggi fornisce supporto scientifico a ERCC attraverso l’analisi di centinaia di eventi naturali che hanno richiesto il coordinamento degli aiuti internazionali. Il progetto ha inoltre supportato l’ERCC anche in occasione di crisi non legate a eventi naturali, fornendo informazioni utili alle attività di intervento umanitario. 

    Sintesi delle attivazioni di Aristotle durante i 4 contratti precedenti a quello attuale e suddivisa per le diverse modalità: ERM (l’emergenza per un grave evento), ROM (il report trisettimanale), STAF/SEOD (il servizio on-demand in caso di eventi complessi). 

    Guardando al futuro, ARISTOTLE punta a diventare ancora più efficace, integrando altri rischi naturali come Meteorologia spaziale, siccità e ondate di calore, e nuovi strumenti di monitoraggio, per far sì che la scienza sia sempre più al servizio della società.

    A cura di Giovanna Forlenza, Spina Cianetti, Licia Faenza, Giuseppe Salerno, Marco Olivieri, Valentino Lauciani del Centro ARISTOTLE.


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  •   02 Jun 2026 10:07 - Evento sismico del 2 giugno 2026 (ML 6.2, Mw 6.1) e i terremoti profondi nel mar Tirreno 

    Il terremoto di magnitudo ML 6.2 (Mw 6.1) delle ore 0:12:35 IT del 02 giugno 2026 localizzato nel Mar Tirreno, lungo la Costa Calabra nord-occidentale, ha avuto una profondità pari a circa 250 km

    Nella regione del Tirreno sono piuttosto frequenti i terremoti profondi, a causa della subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria. Questa sismicità, tipica delle zone di contatto tra placche oceaniche e continentali – come quelle del margine dell’oceano Pacifico e dell’oceano Indiano-, si manifesta nel nostro Paese laddove la litosfera del mar Ionio si approfondisce sotto l’arco calabro e il Tirreno meridionale. Il mar Ionio, infatti, rappresenta il relitto di un antico grande oceano che occupava la regione del Mediterraneo e che è stato “subdotto” e in parte riassorbito nel mantello terrestre per decine di milioni di anni prima sotto le Alpi e poi sotto gli Appennini.

    Sezione verticale che taglia il bacino tirrenico da nord-ovest a sud-est dove è riportata la sismicità dal 2005 ad oggi, 2 giugno 2026, con profondità maggiori di 30 km. Si tratta di circa 11 mila terremoti, di questi circa 100 hanno magnitudo ≥ 4.0 e circa 500 magnitudo ≥ 3.0. Dati da terremoti.ingv.it, mappa e sezione di P. De Gori, INGV-ONT.

    Per comprendere la struttura della placca litosferica ionica in subduzione (slab) sotto al mar Tirreno, in questa sezione verticale che taglia il bacino tirrenico da nord-ovest (indicato come S120 nella figura) a sud-est (indicato come N120 nella figura) è riportata la sismicità dal 2005 ad oggi, con profondità maggiori di 30 km. La sismicità “disegna” lo sprofondamento dello “slab” litosferico verso nord-ovest. La stella rappresenta la posizione del terremoto avvenuto oggi a una profondità di circa 250 km, e mostra come questo evento sia avvenuto in una porzione dello slab quasi verticale, prima della parte più profonda che sembra avere una immersione più graduale verso nord-ovest. 

    In figura il segnale sismico registrato dalla stazione GIZZ, situata a Gizzeria (CZ) a nord di Lamezia Terme, a circa 38 km dall’epicentro. La differenza dei tempi di arrivo tra l’onda P e l’onda S è di circa 25 secondi a causa della notevole profondità ipocentrale. A parità di distanza dall’epicentro, se si trattasse di un terremoto crostale, quindi superficiale, tipico dell’Appennino, l’intervallo tra l’arrivo delle onde S e delle onde P sarebbe di soli 5 secondi circa.  

    A causa dell’intervallo di diversi secondi che intercorre tra gli arrivi delle onde P e delle onde S, molte persone hanno erroneamente ipotizzato che si fossero verificati due terremoti distinti; in realtà, si tratta di due diverse tipologie di onde generate dal medesimo terremoto.

    Sismogrammi del terremoto profondo (Mw 6.1) avvenuto nel Mar Tirreno il 2 giugno 2026 alle 00:12 italiane (1 giugno 2026 ore 22:12 UTC). Fonte: sito Progetto RS

    In figura sono mostrati i segnali sismici, registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale integrata, ordinati con la distanza espressa in gradi, da 0 a 14 gradi, fino a circa 1500 km. Si vedono i primi arrivi delle onde longitudinali – onde P – e delle onde trasversali – onde S; la linea rossa e la linea blu indicano i tempi di arrivo teorici delle onde P e delle onde S, rispettivamente. Dalla figura è evidente la marcata differenza tra i tempi di arrivo delle onde P e quelli delle onde S, che si osserva anche a brevi distanze epicentrali; questa è una caratteristica specifica degli eventi sismici molto profondi. 

    Il risentimento sismico in superficie per eventi profondi è molto ampio e caratterizzato da una percezione di onde a più bassa frequenza rispetto a quelle ad alta frequenza caratteristiche dei terremoti superficiali. In questo caso il terremoto è stato avvertito dalla popolazione diffusamente dal Lazio alla Sicilia, come testimoniano gli oltre 7400 questionari arrivati fino a questo momento sul sito “Hai sentito il terremoto?”.

    Mappa delle intensità macrosismiche basata sugli oltre 7400 questionari arrivati fino a questo momento sul sito “Hai sentito il terremoto?”.

    Sui terremoti profondi nel mar Tirreno sono stati realizzati diversi articoli su questo blog e un video sul canale YouTube di INGVterremoti.


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  •   01 Jun 2026 23:24 - Evento sismico Mw 6.1 al largo della Costa Calabra nord occidentale, 2 giugno 2026

    Un terremoto di magnitudo ML 6.2 (Mw 6.1)  è stato registrato dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale alle ore 00:12 italiane del 2 giugno 2026,  con epicentro in mare a circa 20 km dalla Costa Calabra nord occidentale, nei pressi di Amantea (provincia di Cosenza). Il terremoto è avvenuto ad una profondità elevata, circa 250 km.

    I terremoti profondi, caratteristici di quest’area del Mar Tirreno meridionale, sono provocati dal processo geologico di subduzione della litosfera ionica sotto la Calabria.

    Secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v. 4.0, in passato in questa area sono avvenuti alcuni terremoti di magnitudo stimata (Mw) compresa tra 4 e 5,  tra  questi ricordiamo il terremoto del 2 ottobre 1743 di magnitudo Mw 5.1 con epicentro nei pressi di Amantea (CS). 

    Dalla mappa della sismicità strumentale dal 1985 ad oggi notiamo che in questa area la sismicità è frequente con terremoti anche di magnitudo superiore a 4 come i due eventi di magnitudo ML 5.1 del 17 dicembre 2008 e del 18 maggio 1998. Entrambi questi terremoti hanno avuto ipocentri molto profondi, tra i 270 e i 310 km come quello di questa notte.

    La mappa di scuotimento sismico (SHAKEMAP), calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, mostra dei livelli di scuotimento  molto diffusi in tutte le regione meridionali, con valori massimi fino al IV-V grado MCS. 

    Nonostante l’elevata profondità ipocentrale il terremoto avvenuto nel Mar Tirreno è stato avvertito diffusamente dal Lazio alla Sicilia, come testimoniano i questionari arrivati fino a questo momento sul sito “Hai sentito il terremoto?” . Di seguito la mappa che mostra la distribuzione dei risentimenti sul territorio in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).

    Per la mappa aggiornata cliccare sul seguente LINK: https://e.hsit.it/46107472/index.html  


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  •   01 Jun 2026 14:23 - Le mappe mensili della sismicità, maggio 2026

    Mappa dei terremoti avvenuti in Italia e nelle aree limitrofe dall’1 al 31 maggio del 2026.

    Sono stati 1350 gli eventi registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale dall’1 al 31 maggio 2026, un numero in aumento rispetto al precedente mese di aprile, con una media che sale da 40 a circa 43 terremoti al giorno. Dei 1350 eventi registrati, 143 terremoti hanno avuto una magnitudo pari o superiore a 2.0 e solo 16 eventi magnitudo pari o superiore a 3.0. 

    Durante il mese di maggio soltanto tre sono stati i terremoti di magnitudo superiore a 4 sul territorio nazionale e nelle aree limitrofe. Due di questi sono avvenuti il 5 maggio in Serbia (Mb 4.5) e il 25 maggio in Bosnia (ML 4.0).  Il terzo, di magnitudo Md 4.4, è stato localizzato nella giornata del 21maggio nel Golfo di Pozzuoli durante uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei.

    Negli ultimi giorni di maggio, tra il 27 e il 30, è stata registrata una sequenza sismica nei pressi delle Isole Eolie, ad ovest di Alicudi, con una decina di eventi di magnitudo compresa tra 1.4 e 3.8.

    Le mappe, insieme ad altri prodotti del monitoraggio, sono disponibili sul sito dell’Osservatorio Nazionale Terremoti e sul Portale Web dell’INGV.

    La rubrica “I terremoti del mese” è a cura di M. Pignone (INGV-ONT) .

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  •   26 May 2026 13:43 - “Roma e i terremoti” è la “Miglior story map 2026” per ESRI Italia

    Roma e i terremoti. Storie e storielle che si raccontano da due millenni nella Capitale è stata premiata come miglior story map dell’anno. Il riconoscimento è stato assegnato all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dal comitato scientifico della Conferenza Esri Italia 2026, l’evento annuale di riferimento per il settore dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) che si è svolto a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel, il 13 e 14 maggio.

    La story map è stata ideata e realizzata dal team INGVterremoti, coordinato dal 2015 da Maurizio Pignone, primo tecnologo dell’Osservatorio Nazionale Terremoti dell’INGV. 

    “Questo riconoscimento”, afferma Pignone, “celebra il successo della story map dedicata alla Capitale, che integra l’informazione geografica con dati scientifici, attraverso una narrazione accattivante aperta a tutti, capace di fare luce sul legame tra la Città Eterna e i terremoti anche attraverso aneddoti, leggende metropolitane e testimonianze storiche”.

    Leggi la notizia su ingv.it 

    Tutte le story map sono consultabili in questa galleria

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